Cari lettori,

da oggi il blog di Etna Est cambia per diventare un viaggio attraverso visioni sulla Sicilia.
Da oggi il nostro obiettivo sarà la comunicazione e la condivisione ma non più di contenuti, interessanti  per carità ma troppo inflazionati.

Da oggi l’oggetto della nostra condivisione sarà l’essenza del team di quest’azienda, l’essenza del nostro lavoro, l’essenza di ciò che siamo e di ciò che cerchiamo ogni giorno di trasmettere.

L’essenza del perché facciamo questo e del come lo facciamo, quando e dove.

Nell’epoca in cui  tutto è improntato sulla velocità, vogliamo lentamente rivelarci a voi, accattivarvi con le nostre riflessioni su ciò che per noi è importante e che, per inciso, è incredibilmente votato al tema della lentezza.

Quindi preparatevi ad un lento viaggio in cui Etna Est vi porterà alla scoperta dei percorsi, delle sensazioni, che questo lavoro ci regala, un viaggio sui sentieri più belli della Sicilia, vissuti da chi ama questa terra e la conosce.

Un viaggio sognante in cui il nostro respiro si fonde a quello della terra madre.

E per questo primo capitolo abbiamo scelto di raccontarvi non delle caratteristiche tecniche dell’ultima attività eruttiva di nostra Mamma Etna, ma delle emozioni che ad ogni battito la nostra Vulcanessa ci regala.

Al primo segnale, alla prima voce del risveglio dell’Etna, l’emozione in questo ufficio sale.

“Ca Semu!”, modo colorito Siciliano per dire che ci siamo, l’Etna torna in azione, l’Etna torna a farsi ammirare, Mamma Etna torna a farci sognare.
Chi può si prepara a salire di notte, al freddo e al gelo, sfidando qualsiasi condizione meteo per avvicinarsi  quanto più possibile alla colata lavica, chi non può si ferma in riva al mare per ammirare lo spettacolo dal lungomare catanese, magari mangiando un tipico Arancino.

Fuoco e Mare, Velocità e Lentezza, Irruenza e Dolcezza, Roccia e Vegetazione.
I contrasti della nostra terra, i contrasti che vivono anche dentro noi Siciliani.

L’Etna adesso è tornata a riposarsi, ma noi siamo lì, a sperare che presto ritorni a ruggire.

E no! Non abbiamo paura! Abbiamo adrenalina, che è una cosa diversa.
Si può spiegare il processo che porta ad un’attività stromboliana o effusiva, ma non si può spiegare mai totalmente il rapporto con “A Muntagna”  di un Catanese.

Il rapporto è indissolubile, antico come la nostra Città.

Di timore reverenziale ed amore incondizionato.
Di rispetto e di ammirazione.

Ogni post su questo blog sarà un piccolo passo per una chiave di lettura di questa terra e dei suoi abitanti.

Si ringrazia sentitamente l’amico Riccardo Villa per la stupenda fotografia.

http://www.bedandbreakfastdari.com/