Bentornati sul nostro blog! Ricomincia la serie di appuntamenti dedicati all’approfondimento di alcuni aspetti dell’Etna e della nostra bellissima terra di Sicilia, tema di oggi il Pistacchio di Bronte.

Oggi desideriamo parlarvi un po’ della storia e dell’importanza per il nostro territorio dell’Oro Verde di Sicilia: il Pistacchio di Bronte, dichiarato D.O.P. dal 9 Giugno 2009 e Presidio Slow Food.

Questa pianta antichissima proveniente dal bacino Mediterraneo, fu introdotta in Italia secondo quanto racconta Plinio Il Vecchio, intorno al 20 d.C. da Vitellio al tempo di Tiberio, tutta via senza successo. Dobbiamo attendere il 900 d.C. e ringraziare la dominazione araba che indirizzò le coltivazioni proprio alle pendici dell’Etna dove esse trovarono l’habitat ottimale, per avere una diffusione di un pistacchio superiore al resto del mondo in termini di qualità.

Nelle sciare intorno al territorio brontese infatti il connubio tra la pianta ed il territorio lavico, continuamente concimato ed impreziosito dalle ceneri vulcaniche, dà vita ad un prezioso frutto dal sapore unico che viene raccolto manualmente ad anni alterni, seguendo una pratica secolare che permette il rinvigorimento delle piantagioni.

Questo prodotto autoctono è largamente impiegato nella nostra tradizione culinaria, per primi e secondi piatti, dolci, gelati, liquori, pesti e creme spalmabili e come frutta secca per arricchire il gusto di insaccati e formaggi.

Ogni anno a Bronte viene realizzata con successo una sagra dove è possibile degustare ed acquistare i vari prodotti al pistacchio ed i pistacchi stessi, particolari per il loro colore verde smeraldo.

Qui troverete informazioni maggiori sulle sagre in questione:

http://www.bronteinsieme.it/SagraPistacchio/sagrpist.htm

Continuate a seguirci, al prossimo appuntamento vi sveleremo una gustosa ricetta a base di pistacchio.