I rifugi sull’Etna sono dei punti di riferimento importanti nell’esplorazione del vulcano, posizionati in luoghi strategici permettono infatti di riposare o ripararsi, giorno e notte.

Immersi nel paesaggio vulcanico, i rifugi sull’Etna hanno una lunga storia risalente ai primi esploratori di questi territori dalla bellezza selvaggia.

I primi rifugi sono comparsi diversi decenni fa nei vari versanti del vulcano e nel tempo sono cresciuti in numero e comfort. Oggi sono una vera e propria rete per tutti gli escursionisti appassionati di avventure nella natura incontaminata dell’Etna.

I rifugi sull’Etna rappresentano anche il punto di arrivo di tante escursioni o la base di partenza per avventure indimenticabili a contatto con la maestosità del vulcano. La loro architettura semplice e i materiali tipici con cui sono costruiti, li rende dei luoghi molto suggestivi da raggiungere.

L’Etna non è una montagna qualunque, ma un vulcano attivo alto più di 3000 metri, per questo è sempre consigliabile farsi accompagnare da guide esperte come quelle del nostro staff.

Se vuoi intraprendere un’escursione fai da te sull’Etna sono comunque molti i rifugi che puoi visitare e si dividono in due tipologie ovvero rifugi gestiti da privati e bivacchi non gestiti.

Continua a leggere per sapere quali sono e dove si trovano.

I rifugi gestiti: oasi di accoglienza sull’Etna

Immagina i rifugi gestiti come oasi nel deserto in cui trovare riparo, ristoro, calore e anche alloggio.

In questi luoghi è possibile consumare bevande calde, pranzi e cene con prodotti tipici, come i rinomati vini dell’Etna, oltre a poter usufruire di esperienze e servizi.

rifugio citelli

I rifugi gestiti sono costruiti per ricevere un numero maggiore di persone rispetto ai bivacchi, e sull’Etna i principali sono:

  • Rifugio Sapienza: si trova nel Versante Etna-Sud, quello più turistico e facilmente raggiungibile da Catania. Il Rifugio Sapienza, costruito nel 1947 nel territorio di Nicolosi, offre diversi servizi come bar, ristorante, pizzeria e hotel con 50 posti letto. Nell’area antistante il rifugio ci sono diversi parcheggi, altri bar e ristoranti, negozi di souvenir e attrezzature per la neve. Accanto al rifugio c’è la Funivia dell’Etna con cui è possibile partecipare all’escursione a quota 3000 metri, a ridosso dei Crateri Sommitali, che prevede rl’obbligo di essere accompagnati da una guida autorizzata. Il panorama del golfo di Catania dal Rifugio Sapienza è davvero spettacolare e da qui si possono raggiungere a piedi i Crateri Silvestri e il sentiero Schiena dell’asino che conduce a un affaccio super panoramico sulla splendida Valle del Bove.
  • Rifugio Citelli: si trova nel Versante Etna-Nord, molto panoramico e più tranquillo del Rifugio Sapienza, fa capo al comune di Sant’Alfio ed è circondato da betulle e aree pic-nic. Offre fino a 19 posti letti in camere da due a sei posti e da qui è possibile cimentarsi in diverse escursioni sull’Etna fai da te, seguendo sentieri come quello dei monti Sartorius e dei crateri Barbagallo. Molto vicino si trova anche Piano Provenzana, nel territorio di Linguaglossa, il punto di riferimento principale per il Versante Etna-Nord, sede di 4 piste sciistiche che si affacciano sul mar Ionio e la Calabria.
  • Rifugio Ragabo: nello stesso versante del Citelli, sempre nel territorio di Linguaglossa, il rifugio Ragabo con la sua deliziosa architettura, offre camere matrimoniali e quadruple, con servizio di mezza pensione o pensione completa. Il ristorante ha un menù di piatti tipici e ampie sale in cui è possibile festeggiare le proprie ricorrenze.

I bivacchi non gestiti: avventure nel cuore dell’Etna

Per gli escursionisti più avventurosi ci sono molti sentieri che conducono ai rifugi dell’Etna non gestiti, i cosiddetti bivacchi: molto più piccoli dei rifugi gestiti, a volte ospitano solo un camino e un tavolino, altre volte posti letto per poche persone.

I bivacchi non gestiti sono delle strutture semplici e tipicamente montane, in legno e roccia vulcanica. Dentro ci sono beni di prima necessità per cucinare sul fuoco come olio, sale, aceto e qualche stoviglia. Conosciamoli meglio nel dettaglio:

  • Rifugio Galvarina: sul fianco ovest dell’Etna si trova il rifugio Galvarina, una baita tipicamente vulcanica in cui ci sono alcuni posti letto, un camino e acqua potabile
  • Rifugio Monte Scavo: anche questo bivacco si trova sul versante occidentale, molto vicino al comune di Maletto, e mette a disposizione acqua potabile e camino.  
  • Rifugio Saletti: nel territorio di Randazzo, questo rifugio si trova in una pineta ed è ben fornito per chi volesse fermarsi.
  • Rifugio Santa Maria: insieme al rifugio Monte Spagnolo, si trova presso l’omonimo monte. Un rifugio sicuramente meno curato di quelli citati finora ma è pur sempre un luogo in cui trovare riparo.
  • Rifugio Monte Spagnolo: un rifugio pittoresco seppure sfornito come quello di Santa Maria. Immerso in una faggeta, conta 8 posti letto e da qui è possibile raggiungere la famosa grotta del Gelo, il ghiacciaio più a Sud d’Europa a cui abbiamo dedicato questo articolo, se ti va di approfondire.

I Rifugi sul versante Etna Nord

Passiamo adesso ai rifugi che si trovano sul versante Etna Nord, il versante meno frequentato ma che offre dei magnifici panorami e paesaggi più verdi. Questo versante si può raggiungere dall’autostrada A18 prendendo l’uscita Fiumefreddo di Sicilia e proseguendo per Linguaglossa.

rifugio timparossa

Percorrendo poi la Strada Regionale Mareneve per 18 km si arriva allo spiazzale di Piano Provenzana. Vediamo i principali bivacchi che si trovano in quest’area:

  • Rifugio Capanna Linguaglossa: il rifugio, costruito nel 1947, si trova a 2100 metri slm, sopra l’impianto da sci di monte Conca. Non ci sono letti ma un tavolo e delle panche per poter pranzare o cenare. Per entrare in questo rifugio si deve fare richiesta al CAI di Linguaglossa per ricevere le chiavi.
  • Rifugio Timparossa: si trova nel cuore di una bellissima faggeta che in autunno regala uno spettacolo davvero romantico a chi decide di raggiungerla dal Versante Etna Nord. Il rifugio Timparossa è davvero pittoresco, costruito tutto in legno e circondato da uno steccato e aree picnic, è provvisto di letti a castello, un camino e si trova nel territorio di Castiglione di Sicilia.

Consigli pratici per l’uso dei rifugi sull’Etna

Quando ci si avventura sull’Etna e si fa tappa nei rifugi, è essenziale essere preparati con il giusto equipaggiamento. L’abbigliamento adatto è al primo posto, visto che le condizioni climatiche possono cambiare velocemente. Un abbigliamento a strati, giacche impermeabili e scarpe da trekking sono indispensabili.

Nel bagaglio è consigliabile includere una scorta d’acqua sufficiente e snack per mantenere l’energia durante le escursioni. La sicurezza è una priorità, quindi una bussola o un GPS possono essere utili per orientarsi nelle zone meno segnalate. Una torcia o una lampada frontale, soprattutto per chi decide di esplorare l’Etna al tramonto o all’alba, è altrettanto essenziale.

Se si vuole fare tappa in qualche rifugio di quelli non gestiti è importante sapere se per accedere vanno prima chieste le chiavi. Inoltre è bene portare con sé tutto l’occorrente per i pasti e per passare la notte, come sacco a pelo e accendifuoco per restare al caldo.

Inoltre la manutenzione dei rifugi è responsabilità di tutti coloro che li frequentano: rispettare le regole è quindi di fondamentale importanza per assicurare a chi verrà dopo un soggiorno confortevole.

Gettare i rifiuti negli appositi contenitori, prestare attenzione alla gestione delle risorse idriche, lasciare tutto pulito e in buone condizioni sono comportamenti che contribuiscono alla sostenibilità ambientale e all’esperienza positiva di chi verrà dopo di noi.

In definitiva, prepararsi adeguatamente e agire con responsabilità garantisce un’esperienza sicura e appagante immersi nel paesaggio unico che offre l’Etna.

Rifugi distrutti dalle eruzioni: memoria e conservazione

Quando parliamo dei rifugi sull’Etna, il panorama è variegato. Abbiamo menzionato solo alcuni, ma ce ne sono moltissimi altri, ognuno con le sue caratteristiche e la sua storia, alcuni più modesti o trascurati, altri entrati a far parte della storia dell’Etna, ma per ragioni tragiche.

Le eruzioni dell’Etna possono essere davvero impietose: tra i rifugi sull’Etna cancellati dall’attività vulcanica ricordiamo il Rifugio Gino Menza, nel cuore della Valle del Bove, circondato da maestose rocce e una vegetazione lussureggiante, che fu spazzato via dall’eruzione del 1992.

Un’altra vittima della potenza della natura è stata la Torre del Filosofo, situata nei pressi dei crateri principali dell’Etna. Questo rifugio, che un tempo offriva una vista straordinaria, è stato distrutto nel corso dell’eruzione del 2002 che cambiò completamente il volto del Versante di Piano Provenzana.

Proprio queste storie insegnano come sia importante monitorare i segnali del vulcano per prevedere la sua attività. L’INGV di Catania si occupa proprio di questo, per tutelare la popolazione e le attività che hanno sede sul vulcano.

Alcuni rifugi sull’Etna continuano a resistere alle prove del tempo, mentre altri restano solo nella memoria di chi li ha vissuti prima che scomparissero, testimonianze silenziose delle conseguenze imprevedibili e spesso distruttive del vulcano.