L’Eruzione dell’Etna del 1928 e la sua memoria sono ancora vive tra chi, ai tempi, era presente al suo passaggio.
L’Etna è uno dei vulcani più attivi al mondo e ricorda costantemente, ai suoi abitanti, la sua forza distruttiva. L’eruzione del 1928 è ancora oggi ricordata come uno degli eventi più drammatici e distruttivi del XX secolo.
Ancora oggi si parla dell’eruzione dell’Etna del 1928 per l’impatto storico e sociale culminato nell’annientamento quasi totale del centro abitato di Mascali: non succedeva dal XVIII secolo che la lava dell’Etna distruggesse un centro abitato.
La vicenda di Mascali è un monito alla fragilità dell’uomo e delle sue opere, di fronte al vulcano e all’opera di madre natura, ma anche un racconto di fede e resilienza, evidenziato dal destino opposto di una vicina frazione.
Non perdere l’occasione di visitare in completa sicurezza i luoghi che hanno reso il vulcano siciliano famoso in tutto il mondo, affidati alle guide esperte di Etna Est e partecipa ad una delle nostre escursioni.
Ma quali furono le dinamiche che resero questa eruzione così indimenticabile, anche se in senso negativo? Continua a leggere l’articolo per conoscerle.
Cosa accadde durante l’eruzione dell’Etna del 1928 e perché è importante
L’eruzione dell’Etna 1928 fu un evento di tipo laterale effusivo, caratterizzato dall’apertura di una lunga fessura eruttiva sul fianco orientale del vulcano, fino a quote relativamente basse (tra 2300 e 1560 metri sul livello del mare).
Ciò che la rese drammaticamente importante fu la sua traiettoria: la colata si diresse con estrema velocità verso la costa, seguendo il percorso di antichi fiumi di lava e colpendo in pieno i centri abitati.
Questa eruzione è fondamentale per diverse ragioni:
- Distruzione di un Comune: ad oggi risulta essere l’ultima eruzione a distruggere completamente un centro abitato dell’Etna, Mascali.
- Impatto Sociale: fu causa dell’evacuazione di migliaia di persone e la successiva opera di ricostruzione dimostrò l’impatto diretto del vulcano sulla vita civile.
- Memoria Collettiva: l’eco dell’evento è vivo ancora oggi nella memoria storica e nelle leggende locali, in particolare per l’episodio della Nunziatella.
L’Etna dimostrò la sua capacità di generare, con preavvisi minimi, flussi che potevano mettere a repentaglio la vita degli abitanti delle cittadine costiere, ma vediamo meglio momento per momento il susseguirsi dell’evento eruttivo.
Cronologia dell’eruzione (2–19 novembre 1928)
L’eruzione dell’Etna del 1928 si sviluppò rapidamente in poco più di due settimane, con un picco di intensità nei primi giorni che fu fatale per Mascali:
- 2 novembre: l’eruzione ha inizio con l’apertura di una serie di fessure eruttive a quota 2600 metri sul versante nord orientale, nella Valle del Leone, che produssero un’attività di un’ora e una conseguente piccola colata lavica
- 3 novembre: si apre una seconda fessura eruttiva tra 2300 e 1560 metri slm, a Serra della Concazze, che resta attiva per 20 ore facendo fuoriuscire una colata lunga quasi 4 km che distrusse parte dei boschi della Cerrita e della Cubania
- 4-7 novembre: si apre una terza fessura lunga 100 metri a quota 1200 s.l.m nella zona chiamata Ripa della Naca, e da lì la lava si incanala facilmente seguendo la rete del torrente Pietrafucile. Nella tarda mattinata del 5 novembre, la colata aveva già una lunghezza di 6 km e avanzava mezzo chilometro ogni ora, raggiungendo quota 350 metri sul mare e il centro abitato di Mascali fu evacuato. Tra il 6 e il 7 novembre Mascali viene progressivamente coperto e cancellato dalle mappe.
Nei giorni successivi la colata continua la sua corsa distruggendo tutte le vie di comunicazione della Sicilia Orientale: la linea della Ferrovia Circumetnea, la strada Nunziata-Piedimonte, la Ferrovia Catania-Messina e il ponte della strada che da Catania portava a Messina.
L’eruzione si conclude il 19 novembre: in 17 giorni produsse 50 milioni di metri cubi di lava (38,5 metri cubi al secondo) che oltre Mascali devastarono boschi e campi per un totale di 4,38 chilometri quadrati.
Nonostante tutta questa distruzione, un episodio di speranza emerse a poca distanza.
Il “miracolo” della Nunziatella
Il momento più emblematico dell’eruzione del 1928 è legato al borgo di Nunziata o Nunziatella, la frazione più popolosa del comune di Mascali.
Dopo aver distrutto Mascali, un trabocco della colata si diresse verso Nunziatella, dove la popolazione, disperata, organizzò una processione votiva. Le statue della Vergine Maria e dell’Arcangelo Gabriele furono portate in paese, pregando perché questo fosse risparmiato dalla furia del vulcano.
Secondo la tradizione popolare e i resoconti dell’epoca, la lava si arrestò inspiegabilmente a pochissimi metri dall’abitato, e il borgo della Nunziatella fu risparmiato.
Questo evento fu subito interpretato come un miracolo e rafforzò profondamente la devozione religiosa della popolazione, divenendo il racconto centrale nella memoria dell’eruzione.
Dopo l’enorme perdita, l’impegno si concentrò sulla rinascita.
La ricostruzione di Mascali
Una volta finita l’eruzione, che fu seguita da tutti i giornali nazionali ed esteri con bollettini giornalieri e i primi sorvoli in occasione di un’eruzione dell’Etna, si pose il problema della ricostruzione di Mascali.
Il governo fascita prese la decisione di ricostruire il paese in una nuova sede, più a valle rispetto al luogo originale, che era stato completamente sommerso dalla lava. Il progetto di ricostruzione fu avviato rapidamente e vide la nascita di un nuovo centro urbano, moderno e meglio pianificato, a poca distanza dal vecchio.
Questa fu un’occasione per ripensare l’urbanistica in un’ottica di maggiore sicurezza e funzionalità. Simbolicamente, le rovine e i resti della vecchia Mascali, seppur invisibili sotto la colata, rimasero come un monito storico, mentre la nuova Mascali si rialzava come un segno di resilienza e continuità della comunità.
Oggi, i luoghi di questa eruzione drammatica sono visitabili e raccontano una storia unica.
Come visitare oggi i luoghi dell’eruzione Etna 1928
Per chi visita l’Etna e la costa ionica, i luoghi dell’eruzione del 1928 offrono una lezione di storia geologica e umana.
- Nuova Mascali: si può visitare il paese di Mascali ricostruito, osservando l’architettura fascista tipica dell’epoca della ricostruzione, con elementi del futurismo e del razionalismo, e richiami allo stile liberty e neoclassico.
- La Colata: i resti della colata lavica del 1928 sono ancora chiaramente visibili nella zona tra Mascali e la costa. La lava ha lasciato un fronte lavico imponente e scuro, che delimita in modo netto dove un tempo finiva il bosco e iniziava il paese.
- Nunziatella: visitare la frazione di Nunziatella permette di vedere il punto esatto in cui, secondo la tradizione, la lava si fermò, e riflettere sul significato storico del “miracolo”.
L’eruzione dell’Etna del 1928, insieme all’eruzione del 1669, restano i due eventi catastrofici che più di tutti comportarono conseguenze economiche, sociali e urbanistiche su cui riflettere e lavorare per rendere questi luoghi più sicuri per chi li abita.
Questi territori e comuni non sono solo mete turistiche, ma tappe fondamentali per comprendere la convivenza secolare tra la popolazione etnea e il suo vulcano.


