Il Giardino Botanico Nuova Gussonea è una realtà virtuosa immersa tra i boschi vulcanici ad alta quota.
L’Etna, celebre in tutto il mondo per la sua costante attività vulcanica e i paesaggi lunari, nasconde tra le sue pendici un luogo di straordinario valore scientifico e naturalistico: il Giardino Botanico Nuova Gussonea.
Lontano dalla folla delle escursioni più battute, questo giardino rappresenta un’oasi di tranquillità e studio, un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove la natura e la scienza si incontrano.
Non si tratta di un giardino tradizionale, ma di un’area specializzata nella conservazione della flora vulcanica, un luogo fondamentale per comprendere i delicati equilibri ecologici di un ambiente così estremo.
Visitare il Giardino Nuova Gussonea significa compiere un viaggio affascinante attraverso la ricchezza floristica etnea, testimonianza della capacità della vita di adattarsi e prosperare anche nei terreni più ostili, offrendo prospettive uniche sul complesso ecosistema montano.
L’Etna, si sa, è uno scrigno di biodiversità, non perdere quindi l’occasione di visitarla e farti raccontare tutte le sue peculiarità dalle appassionate guide di Etna Est.
Ma cosa rende questo giardino un’istituzione scientifica così importante? Scopriamolo insieme in questo articolo.
Cos’è il Giardino Botanico Nuova Gussonea?
Il Giardino Botanico Nuova Gussonea è un’istituzione scientifica e didattica, gestita dall’Università di Catania (Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali), dal Dipartimento Regionale per lo Sviluppo rurale e territoriale e dall’Azienda Foreste Demaniali Regione Siciliana.
Prende il nome da Giovanni Gussone, noto studioso della flora siciliana, ed è stato istituito nel 1979 per un obiettivo primario: la conservazione in situ (nel luogo d’origine) della flora endemica dell’Etna, cioè di quelle specie vegetali che esistono unicamente su questo vulcano.
Il Giardino si estende per più 10 ettari ed è anche considerato il successore ideale del primo giardino botanico etneo, il “Giardino Gussonea” istituito nel 1903 ma che ebbe vita breve. Il Giardino per il 20% è occupato da una colata del 1535 e da altre colate non databili.
Il suo ruolo è cruciale non solo per la protezione delle specie rare e minacciate, ma anche per la ricerca sull’ecologia e l’evoluzione della flora vulcanica.
Qui, scienziati e studenti studiano come le piante si adattano alle condizioni estreme dell’alta quota e del substrato lavico, contribuendo alla conoscenza e alla tutela della biodiversità etnea, un patrimonio genetico unico al mondo.
Per raggiungere questo scopo, il Giardino è organizzato in sezioni specifiche, veri e propri scrigni di biodiversità, continua a leggere per conoscerle.
Le principali collezioni e attività del Giardino Botanico
Il cuore del Giardino Nuova Gussonea è rappresentato dalle sue collezioni di piante endemiche dell’Etna, sapientemente organizzate per habitat.
Tra le specie più importanti e rappresentate spiccano l’Astragalo dell’Etna, una specie a forma pulvinata (a cuscinetto) che dimostra l’adattamento delle piante alla rigidità del clima di alta quota, i boschetti di Betulla (Betula aetnensis), di Faggio (Fagus sylvatica) e di Quercia da Sughero (Quercus suber), oltre a Roverella, Cerro, Pino Laricio e Leccio.
Le attività però non si limitano alla semplice piantumazione: il giardino svolge un ruolo attivo nella propagazione di specie a rischio attraverso la raccolta dei semi, monitoraggio e sperimentazione, oltre che nel campo dell’educazione ambientale e della formazione. Vengono infatti condotte ricerche sulla germinazione e sulla reintroduzione di specie autoctone nelle aree degradate del Parco, rendendo il Giardino un attore fondamentale nella salvaguardia attiva dell’ecosistema etneo.
Se ti stai chiedendo dove si trova e come raggiungere questo paradiso botanico, ti consigliamo di leggere il prossimo capitolo.
Dove si trova il Giardino Nuova Gussonea e come arrivarci?
Il Giardino Botanico Nuova Gussonea è situato sul versante sud dell’Etna, una delle aree più note e accessibili del vulcano.
La sua posizione esatta è a una quota compresa tra i 1.700 e i 1750 metri sul livello del mare, nel comune di Ragalna, all’interno della Zona B del Parco dell’Etna.
Per arrivare al Giardino Nuova Gussonea, partendo da Catania, si raggiunge prima il comune di Nicolosi e da lì, si percorre la strada provinciale SP92 che sale in direzione del Rifugio Sapienza e della Funivia dell’Etna.
Una volta raggiunto il bivio per Ragalna, proseguire a sinistra verso quest’ultima: l’ingresso del sentiero che porta al Giardino non è altro che uno degli accessi alla Pista Altomontana, che si trova tra il Rifugio Ariel e il Teseo Screpolato.
Una camminata di circa 15 minuti porta dal cancello d’ingresso al Bosco della Milia, ed è proprio al suo interno che si trova il Giardino Nuova Gussonea e il Rifugio Valerio Giacomini, sede del personale. La posizione, pur essendo di alta montagna, è facilmente raggiungibile grazie al sentiero asfaltato e per lo più pianeggiante che si addentra tra antiche colate e boschi di pino laricio.
Se decidi di visitarlo, è importante conoscere alcune informazioni pratiche che ti forniamo a conclusione dell’articolo.
Informazioni utili per la visita del Giardino Botanico Nuova Gussonea
Per visitare il Giardino Botanico Nuova Gussonea, essendo un’istituzione a scopo scientifico e didattico, è fondamentale informarsi in anticipo sulle modalità di accesso.
Il Giardino è aperto dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 13:00 (chiuso in inverno) e l’accesso è gratuito, così come anche le visite guidate che però devono essere prenotate al numero +393480439716, specialmente per i gruppi.
È consigliabile contattare preventivamente il Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Catania o gli uffici del Parco dell’Etna per conoscere gli orari aggiornati e le eventuali limitazioni stagionali.
È inoltre indispensabile indossare scarpe da trekking adatte al terreno vulcanico e vestirsi a strati, data l’escursione termica in alta quota.
La visita gratuita rappresenta un’ottima opportunità per approfondire la conoscenza della flora etnea, grazie anche ai pannelli didattici presenti lungo il percorso.


