Le Grotte dell’Etna sono tra le formazioni vulcaniche più sorprendenti da visitare durante un’escursione sul vulcano attivo più alto d’Europa.

Le Grotte dell’Etna rappresentano l’ingresso all’affascinante mondo sotterraneo dove si nascondono i segreti geologici della “Muntagna”. La loro formazione molto particolare e i fenomeni unici ad esse correlati rendono le grotte un elemento distintivo del paesaggio etneo.

E ne esistono più di 250, incredibile vero?

Nei secoli, le eruzioni dell’Etna hanno creato un paesaggio unico e intricato che in alcuni punti ha dato vita ad un mondo sotterraneo davvero suggestivo.

In questo articolo ti sveleremo come si formano le grotte che costellano il paesaggio vulcanico più a sud d’Italia e quali sono le più conosciute. Ogni grotta ha la sua storia, le sue caratteristiche e la sua particolare struttura, continua a leggere per addentrarti in questo mondo ricco di fascino e mistero.

Grotte Etna: come si formano?

L’Etna è un vulcano che alterna eruzioni più esplosive ad altre più effusive, ed è proprio durante queste che lo scorrere della lava crea formazioni rocciose come appunto le grotte.

Quando la lava scorre in superficie, la parte esterna della colata a contatto con l’aria si raffredda solidificandosi, mentre la lava all’interno continua a scorrere fluida e indisturbata.

In questo modo si creano dei canali che, una volta finita l’eruzione, lasciano intatte le pareti di quelle che diventano le grotte dell’Etna.

grotta cassone

Tutte le grotte sono visitabili, ma è sempre meglio farlo accompagnati da guide esperte: tutti i nostri tour Etna giornalieri includono la visita di una delle grotte dell’Etna.

Prenotando una delle nostre escursioni potrai accedere alle grotte in completa sicurezza grazie al kit (caschetto e torcia) che ti verrà fornito. Le grotte dell’Etna si trovano su tutti i versanti del vulcano, per questo è facile visitarle durante i tour guidati.

Curioso di scoprire quali sono le grotte dell’Etna più conosciute? Continua a leggere per conoscerle nel dettaglio.

Quali sono le grotte dell’Etna più conosciute?

Come abbiamo già detto più di 250 grotte caratterizzano il sottosuolo lavico del Parco dell’Etna. Al di sotto della crosta creata dalle colate laviche che nelle ere geologiche hanno composto il paesaggio etneo, c’è un mondo che aspetta di essere scoperto.

Tana privilegiata per parte della fauna che popola l’Etna come pipistrelli e serpenti siciliani, le grotte aprono le porte ad un mondo misterioso che tra luci e ombre racconta in maniera silenziosa la grandezza del vulcano.

Ma quali sono le grotte dell’Etna più importanti, particolari e visitate da centinaia di persone ogni giorno? Conosciamole meglio!

Grotta del Gelo

Nel territorio di Linguaglossa, sul versante Etna Nord, la Grotta del Gelo è una delle grotte dell’Etna più spettacolari e deve il suo nome alla presenza di ghiaccio permanente al suo interno.

La Grotta del Gelo è considerata il ghiacciaio più a sud d’Europa, dato che ospita stalattiti e stalagmiti da più di 300 anni: la grotta si formò infatti durante un’eruzione  avvenuta tra il 1614 e il 1624.

Grotta del Gelo Etna

Ad una quota di 2040 metri, con 600 metri di dislivello, la temperatura al suo interno è infatti sempre al di sotto dello zero e la sua lunghezza è di circa 125 metri. La Grotta del Gelo si può raggiungere seguendo diversi sentieri, ma il più semplice è quello che dal Rifugio Ragabo, uno dei rifugi dell’Etna più noti, segue la “Pista Altomontana”.

Grotta dei Tre Livelli

Come dice il suo stesso nome, questa grotta è caratterizzata da una struttura a più livelli sovrapposti rispettivamente lunghi 60, 49 e 400 metri, offrendo un viaggio unico attraverso diverse sezioni, ognuna con caratteristiche geologiche e formazioni rocciose distintive.

Si trova sul versante Etna Sud nel territorio di Zafferana ed è stata scoperta casualmente nel 1964 durante dei lavori stradali. La colata del 1792 formò la Grotta dei Tre Livelli che è lunga 1150 metri e raggiunge i 304 metri di profondità.

Grotta di Serracozzo

Sempre nel versante Etna Nord, la Grotta di Serracozzo è conosciuta per le sue ampie camere e i suoi passaggi tortuosi. Al suo interno stalattiti e stalagmiti, risultato delle interazioni tra lava e acqua nel corso del tempo, offrono uno spettacolo molto suggestivo.

grotta di serracozzo

L’eruzione del 1971 creò il tunnel di scorrimento che oggi ci permette di accedere alla grotta in questione: lunga circa 350 metri, ad un’altitudine di 1840 e con un dislivello di 100 metri, questa grotta è davvero particolare nel suo genere date le strette pareti che incanalano la luce dall’ingresso creando uno scenario incantevole.

Grotta dei Lamponi

Tra le più lunghe e importanti grotte dell’Etna, deve il suo nome ai riflessi rossastri che si osservano all’interno, simili al colore dei frutti omonimi. Scoperta nel 1965 dai volontari del C.A.I. di Linguaglossa, la Grotta dei Lamponi si trova nel versante Nord sulle lave del 1914 dette dei Dammusi.

grotta dei lamponi

Ad un’altitudine di circa 1700 metri e con un dislivello di 380 metri, questa grotta si divide in due sezioni che si estendono rispettivamente per 700 metri (sezione a monte) e 300 metri (sezione a valle). Le pareti sono decorate da formazioni laviche molto particolari detti stalattiti di rifusione, rigature, cordoni e raddoppi.

Alcuni punti della volta hanno subito dei crolli e da lì entra la luce, creando per chi la visita un’atmosfera indimenticabile.

Grotta dei Ladroni o Grotta della Neve

Trae il suo nome da una leggenda del XVIII secolo, quando divenne rifugio per dei banditi. La grotta era anticamente sfruttata come luogo di conservazione della neve utilizzata per refrigerare cibi e bevande.

Si trova sul versante Etna Nord a 1600 metri di altitudine e ha 0 metri di dislivello per 300 metri circa di lunghezza, facilmente raggiungibile attraverso il bosco di betulle vicino ai Monti Sartorius, nel territorio di Sant’Alfio.

La grotta ha due ingressi ed in uno si accede attraverso una ripida scala scavata nella roccia, una particolarità che la rende riconoscibile.

Grotta Acqua Vitale

Nel territorio di Zafferana Etna, questa grotta è caratterizzata dalla presenza di un fiume sotterraneo e offre un’esperienza unica in cui l’acqua si intreccia con le formazioni laviche, creando un paesaggio surreale.

grotta acqua vitale

La Grotta Acqua Vitale sembra essere stata generata dall’eruzione del 1792, anche se alcuni la datano 1634-38: si tratta di una grotta di scorrimento lavico scoperta dopo un crollo che ne ha creato l’ingresso. Ad un’altitudine di 1338 metri la grotta si suddivide in due rami lunghi rispettivamente 12,5 metri e 130 metri con altezze variabili. Molte fratture sulla volta illuminano il suo percorso creando uno scenario affascinante.

Grotta di Monpeluso

Situata nel comune di Nicolosi, la Grotta di Monpeluso dimostra come la lava può trasformarsi in rocce dalle forme e dai colori complessi unici: le sue pareti bianche infatti sono il risultato dei depositi minerali durante il processo di raffreddamento.

Questa grotta è lunga 55 metri, con una volta a sesto acuto che nel punto più alto misura 6 metri. Nata da un’eruzione del 252 d.C. nei pressi di Nicolosi, la storia della grotta si lega a quella della Patrona di Catania Sant’Agata. L’eruzione infatti avvenne l’anno dopo il martirio della Santa e proprio il 5 febbraio, giorno a lei dedicato, si dice che la colata lavica raggiunse Catania. Il velo della Santa venne così portato vicino all’eruzione e la colata si fermò miracolosamente, salvando così la città.

Il mondo vulcanico sotterraneo permette di cogliere una prospettiva nuova sulla storia geologica dell’Etna, offrendo un punto di vista privilegiato, suggestivo e profondo al visitatore. Esplorare le grotte dell’Etna è sicuramente una tappa affascinante nel viaggio alla scoperta del vulcano, un’occasione unica di connettersi con la maestosità della natura sotterranea.